Proprietà industriale

INVENZIONI E BREVETTI

 

La Proprietà Industriale (PI) consente di tutelare gli aspetti funzionali dell’innovazione tecnologica attraverso i Brevetti, che possono essere richiesti sia per le per invenzioni sia per i modelli di utilità.

Le invenzioni sono idee che risolvono problemi tecnici, ad esempio relativi al funzionamento di prodotti, di impianti industriali, alla efficienza dei procedimenti produttivi, all’uso di prodotti già noti. Il brevetto può essere rilasciato per un’invenzione da una specifica autorità governativa che in Italia è l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, in USA è l’US Patent & Trademak Office, in Cina il SIPO, etc., a cui l’inventore si può rivolgere per ottenere il diritto di sfruttamento esclusivo della sua invenzione in condizioni di esclusiva all’interno di un'area geografica determinata e per un tempo limitato. La concessione di un brevetto conclude una procedura che inizia con la presentazione di una domanda e prevede una successione di fasi determinate. Tale procedura prevede l’esecuzione di un’analisi finalizzata ad identificare la sussistenza di requisiti dell’invenzione alla data di presentazione della domanda. Quest’analisi viene eseguita in due fasi da un esaminatore esperto del settore: la prima fase prevede di selezionare l’arte anteriore del settore tecnologico dell’invenzione solitamente considerando la letteratura brevettuale, e considera documenti di origine internazionale; la seconda fase consiste nello studio comparativo dell’invenzione in rapporto allo scenario tecnologico identificato attraverso i riscontri della ricerca. In particolare, i requisiti da verificare sono denominati novità e non ovvietà (o altezza inventiva) per un esperto del ramo che conosce l’arte anteriore di settore. Per quanto sopra descritto, la comparazione è tanto più oggettiva quanto più chiaramente è stata descritta l’invenzione nella domanda di brevetto. La descrizione dell’invenzione contenuta nella domanda di brevetto deve contenere informazioni di contorno che potrebbero risultare utili nel caso di obiezioni di brevettabilità espresse dall’esaminatore. La procedura brevettuale prevede di sostenere dei costi procedurali e il mantenimento in vita del brevetto per invenzione industriale richiede il pagamento di una tassa annuale. Naturalmente la concessione di un brevetto è contestabile in base a fondati motivi presso l’Autorità Giudiziaria competente, che potrà decidere se convalidarlo o limitarlo fino ad annullarne la portata.

Ogni domanda di brevetto nazionale per un’invenzione origina un diritto di priorità di durata limitata riconosciuto internazionalmente che conferisce al proprio titolare che desidera estendere internazionalmente l'ambito della tutela dell’invenzione. È consentito rivendicare questo diritto quando si avvia una procedura internazionali di brevettazione per la stessa invenzione. L’effetto di tale rivendicazione è di vincolare l’attività degli esaminatori incaricati di valutare la sussistenza dei requisiti di brevettabilità (novità ed altezza inventiva) della stessa invenzione. In particolare anche per loro l’arte anteriore deve essere limitata temporalmente alla data di deposito della domanda che ha originato il diritto di priorità. Tale circostanza suggerisce chiaramente che quando si desidera internazionalizzare una domanda di brevetto conviene operare entro i 12 mesi di validità del diritto di priorità.

Per ottenere brevetti internazionali è possibile presentare domande di brevetto nazionali negli Stati di interesse preferibilmente entro la valenza del diritto di priorità. Oppure, sempre entro tale termine, è possibile presentare domande di brevetto estero di tipo nazionale o secondo convenzioni internazionali, tra cui il Patent Coperation Treaty (PCT), ed European Patent Convention (EPC). Tali convenzioni permettono di concentrare la prima parte dell’investimento in internazionalizzazione del brevetto "graduando" l'investimento, dato che ciascuna di esse avvia una singola procedura di analisi e, quindi, di definire un testo brevettuale maggiormente focalizzato sulla materia più probabile di essere giudicata brevettabile nelle successive procedure di brevettazione nazionali. Chiaramente, questo semplifica e rende più economiche le fasi di nazionalizzazione, che sono le più costose della procedura di internazionalizzazione di un brevetto, posticipandole sensibilmente, ad un tempo in cui normalmente lo sfruttamento dell’invenzione è già in uno stadio avanzato, e con esso la produzione di risorse economiche.

Si considerano modelli di utilità quelle innovazioni che, a differenza dalle invenzioni, conferiscono particolare efficacia e/o comodità di impiego a dei prodotti determinati, anche con l'apporto di minime variazioni. Si comprende bene che in alcuni casi il confine tra modelli d'utilità e invenzioni è abbastanza labile. In altri termini, la non ovvietà richiesta ad un modello di utilità brevettabile è inferiore a quella richiesta ad un'invenzione brevettabile. In alcune giurisdizioni, le procedure per la concessione di brevetti per modelli di utilità non prevedono la fase di screening. Tale fase si compirà solamente di fronte all’Autorità Giudiziaria che potrebbe essere incaricata di decidere della contraffazione o della nullità dello stesso brevetto.

SEGNI DISTINTIVI E MARCHI

 

I segni distintivi sono quegli elementi grafici, fonetici, concettuali impiegati dalle aziende per rendere riconoscibile l’origine dei prodotti o dei servizi la cui commercializzazione genera profitto per l’impresa. Tali segni possono essere considerati marchi d’impresa a condizione che evitino confusione tra i prodotti/servizi aventi caratteristiche identiche o simili e che si pensi che sia possibile pensare che tra le imprese produttrici di tali beni/servizi esista una qualsiasi forma di associazione.
Le norme identificano delle precise condizioni che sono sintetizzate nei concetti di novità e di capacità inventiva. In linea di principio, possono essere registrati i segni che stimolano almeno uno dei 5 sensi degli esseri umani, a patto che tali segni siano descrivibili graficamente in modo comprensibile per l’uomo della strada. Pertanto, sono considerati potenzialmente registrabili segni costituiti, semplicemente o in combinazione, da parole, elementi figurativi bi- o tri-dimensionali, brani musicali, colori o combinazioni di colori e, almeno in linea di principio, odori, profumazioni, finiture superficiali di prodotti. In pratica, per odori, profumazioni, finiture superficiali di prodotti non sono attualmente descrivibili in modo che sia possibile individuarli univocamente.

Alla funzione sopra descritta di riconoscimento dell’origine del prodotto la dottrina e la giurisprudenza riconoscono sempre più al marchio la funzione di veicolare valori tipici dell’azienda produttrice. Secondo tale interpretazione, il marchio veicola al pubblico le caratteristiche di base di un prodotto o di un servizio attraverso l’implicita associazione ad elementi già noti ed apprezzati di altri prodotti/servizi aventi la stessa origine anteriormente alla prima occasione di acquisto. Quindi il marchio rappresenta un veicolo potente di messaggi e di informazioni commerciali in grado di per sé di condizionare la profittabilità di un prodotto indipendentemente dalle proprie caratteristiche oggettive.

Si comprende facilmente che le modalità d’impiego di un marchio condizionano fortemente la percezione del prodotto che da tale marchio viene contraddistinto e ne condiziona il posizionamento sul mercato. In ogni caso, un’adeguata scelta del segno e delle attente modalità d’impiego rendono il prodotto (così contraddistinto) più attraente per la clientela. Quindi ogni marchio rappresenta un fattore che capitalizza i risultati e la reputazione aziendale. Il mancato uso di un marchio registrato per un periodo di 5 anni successivo alla data in cui la registrazione è stata concessa produce normalmente la decadenza dello stesso marchio.

L’acquisizione del diritto di sfruttamento esclusivo si ottiene generalmente con la registrazione ma, in alcuni Stati, tra cui l’Italia, il diritto di esclusiva viene riconosciuto attraverso la prova del semplice uso. Dove questo è possibile si parla di marchi di fatto, a cui corrisponde un diritto di esclusiva limitato al territorio in cui l’uso è effettivamente comprovabile. La difficoltà di produrre inoppugnabili prove di tale uso su di un territorio di riferimento fa preferire il ricorso alla registrazione del segno, che evita la soggettività della interpretazione delle prove prodotte per testimoniare l’ottenimento del diritto di esclusiva, attività che frequentemente è complicata e rallenta la tempestività dell’azione legale. Anche nel caso dei marchi è possibile procedere attraverso il deposito di domande di registrazioni nazionali o attraverso procedure unitarie internazionali, che consentono considerevoli risparmi di tempo e denaro. Tralasciando la trattazione delle tipologie delle singole procedure nazionali, le convenzioni normalmente più sfruttate sono la Convenzione del Marchio dell’Unione Europea, amministrato dall’EUIPO, ed il Sistema di Madrid, che regola il Marchio Internazionale, amministrato dall’OMPI per i primi 5 anni di vita. Si deve notare che, ad oggi, il Marchio dell’Unione Europea è l’unico titolo unitario europeo in materia di PI attualmente ottenibile, mentre il Marchio Internazionale è organizzato come un fascio di marchi nazionali. Nel caso del Marchio dell’Unione Europea la validità del titolo si mantiene dopo la concessione anche con un uso limitato ad uno qualsiasi degli stati europei, mentre nel caso del Marchio Internazionale l’obbligo dell’uso rimane in tutti gli stati designati, pena la decadenza ove l’uso locale manca.

DESIGN E MODELLI

 

Le forme bidimensionale o tridimensionale che rappresentano la conformazione di un’immagine o di un prodotto possono essere oggetto di esclusiva a condizione che siano nuove e presentino carattere individuale in un determinato settore merceologico. La presenza del carattere individuale viene valutata alla luce dell’impressione generale suscitata nel consumatore informato, indipendentemente dalla tipologia della tecnologia costruttiva, che può indifferentemente essere artigianale o industriale. Il carattere individuale deve inoltre essere riscontrato complessivamente nell’oggetto o in una rispettiva posizione che riveste particolare interesse a causa della propria forma, delle linee che ne determinano i contorni, della scelta dei colori, del particolare ricoprimento superficiale e/o dei materiali in cui il prodotto deve essere realizzato. Sono tutelabili come modello di design anche gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici ed i caratteri tipografici. La tutela si estende ad ogni forma estetica che susciti nell’utilizzatore informato la stessa impressione generale suscitata dalla forma determinata che è oggetto di tale tutela, un disegno e modello.

La titolarità di un disegno o di un modello registrato in un settore merceologico determinato permette di esercitare un diritto di esclusiva sull'impiego di una specifica forma esclusivamente nel settore designato. Si noterà che, per propria natura, il disegno ed il modello industriale sono finalizzati a tutelare le forme degli oggetti solamente per quanto attiene alla rispettiva valenza estetica, e che non possono essere impiegati per rivendicare diritti di uso esclusivo di particolarità morfologiche che attribuiscono una valenza funzionale ai prodotti.

I diritti di esclusiva associati ad una forma estetica determinata in un settore merceologico ed in uno stato determinato, possono essere rivendicati mediante la registrazione di un disegno e modello presso l'Ente nazionale competente per la PI di tale Stato. Inoltre, anche nel caso dei disegni e modelli sono previste delle convenzioni internazionali, che permettono di ottenere dei titoli di validità sovranazionale. Particolarmente rilevanti sono il Modello Comunitario, amministrato dall'Ufficio per l'Amministrazione del Mercato Interno (EUIPO) di Alicante e il Modello Internazionale, amministrato dall'Organizzazione Mondiale della Proprietà Industriale (OMPI). Le registrazioni nazionale e Comunitaria hanno durata di 5 anni, ed è rinnovabile ogni 5 anni fino al raggiungimento di una durata massima di 25. In alcuni ambiti territoriali l'esclusiva può essere ottenuta anche senza l'avvio di una procedura di registrazione, come nel caso del Modello Comunitario Non Registrato, la cui validità è però limitata a 3 anni dalla prima presentazione pubblica.

INTERNET E NOMI A DOMINIO

 

I nomi di dominio possono essere assegnati ad indirizzi IP numerici e, pertanto, facilitano l’individuazione dei nodi (host) della rete Internet. Ogni nome a dominio è assegnato secondo i criteri del Domain Name System (DNS).

Il Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs 30/2005) precisa che i nomi a dominio non possono essere assegnati nel caso di sovrapposizione con un marchio, una ditta, una denominazione o una ragione sociale simile. Lo scopo è evitare il rischio di confusione ed il rischio di associazione tra l’attività veicolata nella rete attraverso il nome di dominio e l’eventuale diritto anteriore corrispondente. Quanto ai rapporti tra marchi e nomi a dominio, va evidenziato che la titolarità di un marchio registrato consente di impedire la registrazione di un nome a dominio, identico o simile, registrato in data successiva da terzi. L’assegnazione di un nome a dominio uguale al marchio di un concorrente (domain grabbing o cybersquatting) rappresenta dunque una vera e propria ipotesi di contraffazione di marchio. Oltre ad un accertamento di contraffazione, è possibile ottenere dalle competenti autorità nazionali ed internazionali la riassegnazione del nome a dominio abusivamente registrato a nome altrui, al fine di riguadagnare i propri diritti.

Per ottenere l'assegnazione di un nome a dominio è necessario presentare la domanda ad un maintainer che ha sottoscritto un contratto permanente con la Registration Authority abilitato ad interagire con il Network Information Centre di un’area geografica d’interesse. Tale autorità è abilitata all'assegnazione di nuovi nomi a dominio e alla cancellazione di nomi a dominio non più utilizzati o utilizzati contravvenendo alle regole di etichetta stabilite.