Rivalutazione dei beni d’impresa (art. 110 del DL 104/2020)

L’art. 110 del DL 14.8.2020 n. 104/2020 ha introdotto un nuovo provvedimento di rivalutazione dei beni d’impresa che è rivolto alla generalità dei soggetti imprenditori che non adottano i principi contabili internazionali.

A differenza di precedenti provvedimenti viene concessa la possibilità di effettuare la rivalutazione in forma gratuita, costituendo una riserva che incrementa il patrimonio netto. Inoltre la rivalutazione ha anche effetti ai fini fiscali qualora venga versata l’imposta sostitutiva del 3% sul maggior valore dei beni ammortizzabili.

La rivalutazione può essere eseguita sui beni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2019 (c.d. “bilancio di riferimento”) e deve essere effettuata nel bilancio dell’esercizio successivo, ovvero nel bilancio al 31.12.2020.

Diversamente dai precedenti provvedimenti la rivalutazione può essere fatta distintamente per singolo bene e non su tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea.

In particolare tra i beni che possono essere oggetto di rivalutazione sono compresi i beni immateriali; marchi, brevetti, licenze ecc., con eccezione per i “meri” costi pluriennali.

A tal proposito recentemente si sono espressi sia l’organismo italiano di contabilità (OIC) che l’Agenzia delle Entrate.

L’organismo italiano di contabilità (OIC) nella versione finale del documento interpretativo n. 7, tratta gli aspetti contabili della rivalutazione dei beni d’impresa con riferimento ai beni immateriali mai iscritti in bilancio, in quanto i relativi costi sono sempre stati iscritti a Conto economico, e ne ammette la rivalutazione a condizione che i beni siano giuridicamente tutelati alla data di chiusura del bilancio in cui la rivalutazione stessa è eseguita.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello n. 956-343/2021, ha precisato che possono costituire oggetto di rivalutazione, anche ai fini fiscali, i beni immateriali (nella fattispecie, il know how sviluppato internamente da una società) tutelati giuridicamente alla data di chiusura del bilancio in cui è effettuata la rivalutazione, anche se i relativi costi, potenzialmente capitalizzabili nello Stato patrimoniale, sono stati imputati interamente a Conto economico. Purtroppo occorre segnalare che su tale materia resta l’incognita di un possibile intervento normativo.

In conclusione occorre evidenziare che la rivalutazione dei beni d’impresa può essere colta come un’opportunità. In particolare la possibilità di effettuare la rivalutazione (anche gratuita) può essere utile per incrementare il patrimonio netto dell’azienda. Inoltre il costo molto basso della rivalutazione a pagamento permette il riconoscimento dei maggiori valori già a partire dell’esercizio 2021.

Comunque occorre tenere presente che la rivalutazione dei beni produrrà un incremento degli ammortamenti da computare in detrazione già partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2021.

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